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domenica 28 dicembre 2014

Dilettante

Io ogni tanto penso cose "cattive" e magari non ho il coraggio di dirle, ma negli ultimi giorni i sensi di colpa per questi pensieri sono stati spazzati via dalla consapevolezza che nel dire malignità sono una dilettante. Ma davvero.


La notte in cui è nato il bambin Gesù (non l'ospedale ovvio) ho sentito una donna timorata di dio che va tutte le domeniche in chiesa parlare di un paio di persone che conosco anche io. Non sto qui a ripetere quello che ha detto (basti pensare che secondo lei una di queste due donne non doveva avere un avanzamento di carriera perché è brutta e grassa). Quello che mi ha stupito e che le persone che c'erano al tavolo non hanno trovato niente di strano in queste sue esternazioni così lapidarie.


Sono rimasta davvero basita.


 


 


 


E poi mi è venuto da pensare: chissà cosa dice di me dietro le spalle.

giovedì 20 febbraio 2014

Una serata diversa

I suoceri ogni anno fanno l'abbonamento al teatro, il turno infrasettimanale, e puntualmente hanno dei problemi e non ci possono andare. Spesso abbiamo usufruito noi, qualche volta abbiamo declinato, qualche volta è andata mia cognata. Devo dire che sono sempre ottimi posti, in platea nelle prime file.


Negli anni in questo modo abbiamo visto spettacoli che ci sono più o meno piaciuti. Devo dire che preferisco le cose brillanti o quantomeno opere con attori che mi piacciono. Così negli anni abbiamo visto in ordine sparso la Cortellesi con un monologo su una precaria, Bisio con I bambini sono comunisti, Accorsi nell'Orlando Furioso, Popolizio nel Misantropo e un'opera di Ibsen (La donna del mare). 


Mi piace il teatro ma devo dire che ho grossi problemi ad andare a teatro. I motivi sono soprattutto logistici: le poltroncine del teatro del 1600 sono SCOMODE da morire e quando è un atto unico e non hai il modo di alzarti per sgranchirti le gambe o andare al bagno è un vero supplizio. Poi la temperatura in sala è allucinante, anche se uno si veste a cipolla è impossibile non iniziare ad accusare il colpo. Il calore poi e l'aria consumata inevitabilmente mi fa addormentare. Quando abbiamo visto Ibsen mi dovevo pizzicare il braccio per non addormentarmi... anche se confesso che ogni tanto "chiudevo gli occhi". 


Ieri sera siamo subentrati ai suoceri (in trasferta oltreoceano) per lo spettacolo Le voci di dentro di Eduardo De Filippo con i fratelli Toni e Beppe Servillo. E' una storia surreale e onirica che si basa sul sogno fatto da uno dei personaggi che è convinto che i vicini di casa abbiano ucciso il suo migliore amico. Da qui una serie di domande, accuse, situazioni surreali. Devo ammettere che la fine mi ha lasciata un po' spiazzata, perché lascia in sospeso alcune cose tra il protagonista e il fratello, impersonati dai due Servillo.


Mi è piaciuto moltissimo, il teatro napoletano di De Filippo ha qualcosa in più proprio nell'uso della lingua (parlare di dialetto sembra riduttivo) e i due attori di punta sono stati eccezionali, soprattutto Beppe Servillo che fa la spalla al fratello. Anche se ci sono rimasta malissimo, l'ho trovato profondamente invecchiato, tanto che la sua trasformazione è preoccupante... Se si considera che è del '60 e che è il più piccolo dei due.


Le cose che mi sono piaciute di più? Vedere la complicità tra i due fratelli, l'affiatamento. Mi piace pensare a due fratelli che lavorano insieme così, chissà se io e mia sorella riusciremmo a fare una tourné del genere senza strangolarci?


E poi adoro gli applausi alla fine, con tutto il cast schierato. Trovo sia una cosa molto democratica, anche se naturalmente i protagonista/regista ha preso la maggior parte delle ovazioni. Però mi solleva il cuore il fatto che tutti dal primo all'umile comparsa che ha due sole battute ricevano lo stesso riconoscimento.


Ho visto che nell'abbonamento dei suoceri c'è anche lo spettacolo con Neri Marcorè sui Beatles... quasi quasi... 

martedì 7 gennaio 2014

E così

ho scoperto di non essere una persona coraggiosa.


ho scoperto che solo l'eventualità mi atterrisce


ho scoperto di aver paura del futuro


ho scoperto che gli interrogativi mi attanagliano e mi paralizzano


ho scoperto che espressioni come "se" e "cosa faremo" mi inquietano




ho scoperto che è brutto vivere così e che non so se sarò in grado di superare questo blocco psicologico




E poi mi domando se il mio è solo egoismo


 

domenica 24 marzo 2013

Vitello grasso

Abito in una città a circa un'ora di macchina dai miei genitori, non andiamo a trovarli sempre sempre. In genere torno a casa una volta ogni 2 settimane.


Ora io non pretendo che si uccida il vitello grasso quando torno a casa, ma magari mi aspetterei un pochino di interesse in più di quello dimostratomi da mio papà oggi al telefono. C'è da dire che in questo periodo mio papà risente del cambio di stagione ed è un po' stanco, però...


- Sai per Pasqua Coso ci teneva ad andare con i suoi genitori alla casa al mare.


- Si va bene, non vi preoccupate.


- Però il giorno di pasquetta torniamo a casa, passiamo da voi.


- Ah ma non c'è bisogno.


- Ma tanto è di strada!


- Si, ma non vi preoccupate...


Penso che passando in macchina gli tiro un sasso alla finestra.

martedì 16 ottobre 2012

I perché della vita

Ma come mai Sting invecchiando è diventato un figo da paura mentre Eric Clapton sembra un ragioniere?

giovedì 14 giugno 2012

Sogni son desideri 2 ovvero il figaccione del mese

Premessa: 


Il figaccione del mese è un appuntamento inaugurato dalla mia amica blogger nonché gemella separata alla nascita Proletarina.


E' la scusa per pubblicare sul blog foto di gran bei figlioli :D


Questa notte ho riunito questa interessante rubrica con i soliti sogni assurdi. In realtà ho fatto due sogni ben distinti: in uno c'erano i vampiri di Bill ed Eric e il lupo mannaro Alcide di True Blood, e in un c'era Chris Hemsworth (quello di Thor) che faceva il fisioterapista che faceva finta di essere gay per evitare le avance delle sue pazienti.


Credo sia il caso di prendere un po' di riposo dalla redazione!


 

venerdì 27 febbraio 2009

Piccole Perversioni (niente di erotico)

Ah, che gusto!



Ieri pomeriggio, uscita dal lavoro, mi sentivo talmente malandata che subito dopo pranzo mi sono presa una tachipirina e mi sono schiaffata dentro al letto.



Tutto il pomeriggio in compagnia di quello che per ora è un bel libro (PopCo) e del telecomando.



Credo che anche oggi pomeriggio bisserò questo programma.





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Questa mattina ero in bagno.



Nel prendere un asciugamano mi sono cadute alcune gocce dacqua sul pavimento.



Le ho guardate e mi sono detta:



"Ma guarda che belle gocce gravitazionali! "



...



...



Forse devo smetterla di rimpinzarmi con le serie poliziesche tipo CSI




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giovedì 26 febbraio 2009

Per un pugno di ceneri

Ieri sera quando sono uscita dal lavoro alle 7 sulla via di casa mi sono fermata per comprare la carne da cucinare oggi a pranzo a mia sorella.

Volevamo fare le fettine alla pizzaiola.

Arrivata davanti al negozio ho trovato un cartello che mi avvisava che per il mercoledì delle ceneri la macelleria sarebbe rimasta chiusa...

Ma come???


Erano le 7 e 30. Tempo di raggiungere laltro negozio e lavrei trovato chiuso.

Poco male, mi sono detta, scongelo qualcosa dal frigo...

Poi ho pensato... io domani lavoro. Domani pomeriggio alcuni negozi sono chiusi... e se mi voglio comprare una bisteccona tipo "fiorentina" da farmi a cena come faccio???

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martedì 24 febbraio 2009

Linvoluzione del costume

Una volta cera la "signorile" arroganza dei commendatori, dei dottori, dei piccoli politici, dei cugini degli amici degli amici che si facevano largo nella nostra Italietta a suo di "Lei non sa chi sono io!"

Oggi, la maleducazione e larroganza si sono democratizzate e la terribile frase che faceva tremare è stata sostituita da altre forme di prevaricazione che sempre più giovani tendono a mettere in pratica.

Mi capita spesso di dover dire di no a delle richieste (niente di equivoco) che cozzano contro il nostro regolamento. E sempre più spesso, anche se tu spieghi che ci sono delle regole da seguire, mi sento rispondere: "Posso parlare con un responsabile?" Ovvero "Con chi posso parlare?"

Quando mi capitano queste cose mi piacerebbe essere veloce come Flash... per riempire questi bambocci di schiaffi senza che si accorgano che mi sono mossa.



 

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Frappe

Post di tristezza.

Ieri mia nonna e mia sorella hanno fatto le frappe e i ravioli dolci (ripieni di ricotta e cioccolato). Li hanno fatti insieme perché mia nonna non riesce più a stendere la pasta da sola.

Ieri sera le ho chiamate per sapere come era venuta la frittura e mia nonna mi ha detto:

"Questanno non le hai volute mangiare."

"Beh lanno prossimo!"

"Chissà se ci arriviamo."



Già, chissà se ci arriviamo. Questanno mia nonna ha compiuto 90 anni... non potrà mica friggere per sempre, no?

Questo pensiero mi ha rattristata tanto.

E sempre stato un punto fermo della mia vita e sono sicura che lascerà un grande vuoto quando non ci sarà più... e non parlo solo di un vuoto gastronomico.

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martedì 10 febbraio 2009

"Lasciatemi andare alla Casa del Padre"

In questi giorni non si è fatto altro che parlare di omicidio, di eutanasia, di testamento biologico e via di seguito. Sulla pelle di una persona che vegetava da 17 anni si sono fatte campagne moraliste, battaglie di principio e spot elettorali.

Quando finalmente (finalmente per la sua famiglia e per lidea di lei) tutto questo sarà finito forse si potrà continuare a pensare a questa benedetta legge sul testamento biologico.

Più mi guardo intorno e più mi sembra di vivere in un mondo di pazzi in cui gruppi di persone si accaniscono contro altri gruppi di persone a causa di una legge che consente (non obbliga) di fare qualcosa.

La legge sul divorzio, la legge sullaborto, la legge sulleutanasia, la legge sul matrimonio (vogliamo usare unaltra parola invece di matrimonio?) tra persone dello stesso sesso.

Ogni individuo è libero di pensarla come vuole su questi argomenti. Non sta a me dire se sono giusti o sbagliati. Io posso solo lasciare la libertà ai miei fratelli e sorelle di agire secondo la loro coscienza.

Perché altri, invece, devono imporre la loro visione del mondo? Perché prima non si fa altro che sbandierare il libero arbitrio e poi si finisce a delimitarlo in un orticello da oratorio? Perché è così difficile rispettare chi la pensa diversamente? Perché cè questa paura del "diverso"?



Ultimamente ho pensato parecchio a questa cosa... soprattutto da quanto frequento assiduamente dei cattotalebani.



Una delle cose che non ho mai capito della religione cattolica è quella cosa del dolore.

Non ho mai capito perché il dolore debba essere così esaltato.

Ho fatto una rapida ricerca in internet e ho trovato alcune risposte, alcune anche molto divertenti. In soldoni si esalta il dolore perché
"il dolore e la sofferenza avvicinano a

Dio"? Perché "Gesù stesso soffrì sulla croce senza sottrarsi, ecco ognuno di noi ha la sua croce e la si offre a Dio
"?

Eppure anche Gesù ha avuto la sua ultima tentazione e ha chiesto che gli fosse allontanato quellamaro calice.

Poi penso che Dio ci ama come un padre, ma quale padre può vedere soffrire un suo figlio? Quale genitore se ne starebbe lì senza fare niente?

Perché ci sono cose che mi sfuggono?



Con tutte queste domande mi sono imbattuta in un articolo pubblicato nel marzo del 2006 in occasione della pubblicazione del libro
"Lasciatemi andare alla Casa del Padre" che si dice essere le ultime parole pronunciate da Papa Wojtyila alla suora polacca al suo capezzale.

Se nera parlato al tempo, ma poi tutto è caduto nel nulla. Eppure queste parole hanno un effetto dirompente incalcolabile.

Perché a un uomo è stato permesso di rifiutare il ricovero in ospedale? Perché a un uomo è stato permesso di riufitare di essere attaccato a macchinari che avrebbero potuto prolungargli la vita?

Wojtyla rimase in agonia per quasi tre giorni, assistito da apparecchiature mediche elementari (stando ai racconti, semplicemente una bombola ad ossigeno e una flebo). Lo aveva chiesto lui? Se davvero ha pronunciato la frase "Lasciatemi andare", sembra di si. Si puo definire "eutanasia passiva"? Cioe una pietosa cessazione di attivita terapeutiche atte solo a prolungare unagonia? Probabilmente si. Eppure, la dottrina della Chiesa, pur con alcuni distinguo che vedremo, non ammette leutanasia, neanche quella passiva. "Leutanasia deve dirsi una falsa pieta – scriveva Wojtyla nel 95, enciclica Evangelium Vitae – anzi una preoccupante perversione di essa: la vera compassione, infatti, rende solidale col dolore altrui". E ancora: "Nessuno ha il diritto di sopprimere la vita di un paziente a causa della sofferenza. La sofferenza e sempre una chiamata a praticare lamore misericordioso. Chi soffre non sia mai lasciato solo" (Giornata del Malato, 2004). È il sottile crinale tra accettazione del dolore e pieta cristiana verso un uomo gia condannato che incrina le certezze della Chiesa: nel Catechismo ufficiale, si accetta che "puo essere legittima linterruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate ai risultati sperati. In questo modo non si vuole provocare la morte; si accetta il fatto di non poterla impedire."



E un articolo interessante che tratta con profondo rispetto la figura di uno dei papi più amati, si trova a questo indirizzo: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=140433

 

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domenica 14 ottobre 2007

Enciclopedia ignoranza

Ieri sera, grazie a Pierpaolo Rossi (il fratello cattivo e di destra del comico di sinistra Paolo Rossi) ho colmato unaltra delle lagune di ignoranza che compongono la mia Treccani di ignoranza. Nel corso della trasmissione di quel sovversivo crimina di Fazio, Fabio ha letto un discorso di tale Pericle

agli Ateniesi sulla DEMOCRAZIA.





ATENE 461 a.C


Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.


Qui ad Atene noi facciamo così.


Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.


Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.


Qui ad Atene noi facciamo così.


La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.


Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.


Qui ad Atene noi facciamo così.


Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.


E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.


Qui ad Atene noi facciamo così.


Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.


Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.


Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.


Qui ad Atene noi facciamo così.


 


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dHW2YaReTwY]

Ganzi questi ateniesi, no?


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sabato 13 ottobre 2007

Una mela per la vita

Come ogni anno torna puntuale lappuntamento dellAISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) "Una mela per la vita". In centinaia di piazze italiane, oggi e domani, con un contributo di 7 euro si può acquistare un sacchetto di mele e partecipare così al finanziamento di opere assistenziali a favore dei malati di questa terribile malattia.

Io he no presi due sacchi, mia sorella e mia mamma altrettanti, la mia coinquilina uno. E voi che aspettate?


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venerdì 12 ottobre 2007

Sfangata

E anche questa settimana labbiamo sfangata: tra impegni di lavoro vero e quelli con la redazione di FantasyMagazine sono stata talmente impegnata che non ho avuto nemmeno il tempo di aggiornare il blog. Comunque alla fine poco male, in fondo non ci sono molte novità da riferire, ma andiamo con ordine.


Questa mattina in ufficio su dieci persone siamo presenti in 3. No, dico in 3. Il mio collega di postazione è malato, due mie colleghe devono fare il pomeriggio per cui entrano alle 1, due colleghe hanno da fare con i familiari malati, una ha telefonato 3 secondi fa per dire che si prende due giorni di ferie. Il direttore arriva sempre tardi e tanto quando arriva è come se non ci fosse o deve partire per un altro ufficio. Per fortuna che ci sono gli stagisti.


Ieri sera sono andata a mangiare la pizza con la mia coinquilina Manu e mia sorella. La pizza era buona e non eccessivamente cara, il posto è carino e i camerieri sono solleciti (sono solleciti perché prima ti servono, prima te ne vai e liberi il tavolo e prima un nuovo cliente può accomodarsi). Dopo cena (ore 21:15) siamo andate a fare una passeggiata in centro, birra e passeggiata ci hanno riscaldato. Volevamo andare al cinema, ma in centro non cera niente di interessante e poi Manu ha iniziato a sbadigliare (si, siamo nottambule). Per cui alle 22:30 eravamo già a casa pronte a infilarci nel letto. Ci siamo divertite però, cera presa a ridere, come delle matte.


Ieri ho fatto un incontro davvero interessante. Da noi è venuto un dottorando siriano, che non spiccica una parola di italiano. Raga... è bellissimo somiglia sputato sputato a Clive Owen. Siccome il mio collega non spiccica una parola di inglese lho dovuto gestire io. Pare che quello che gli ho detto labbia capito (la cosa non era poi così scontata). 



Ieri è stata davvero una giornata intensa. Uscita dal lavoro sono andata in giro per shopping. Avevo visto un bel paio di stivali (che chiaramente Laura e Manu hanno bocciato), purtroppo però il 38 non ce lavevano e comunque il 39 mi stava stretto al polpaccio. Perché non si dimagrisce sui polpacci?

 


Perché, anche se ho fatto colazione 2 ore fa, ho già fame?

 


Questa settimana ho avuto il blocco della lettura non sono riuscita a leggere più di una decina di pagine di un libro che comunque mi piace e mi intriga. Spero che sul treno, tra oggi e domenica, riesca a dare una bella sfoltita alle pagine che mi mancano alla soluzione dellomicidio. Lo scorso week-end quando sono andata a Reggio nellEmilia in quasi 8 ore di viaggio ho letto 200 pagine. Sempre a proprosito di lettura devo riuscire a impormi un temporaneo blocco dellacquisto dei libri perché mi sono resa conto che la pila dei libri che aspettano di essere letti sta assumendo le dimensioni della Torre di Babele.
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giovedì 27 settembre 2007

Bagattate

Ieri a lavoro tenevo in sottofondo Radio Capital fino a quando non mi sono dolorosamente resa conto che il tizio che stava vaneggiando alla radio era proprio quel tal Guido Bagatta. Verso lora di pranzo stava parlando di Wonder Woman e del film che dovrebbero fare a breve (seeeeeeeeeeee, certo. Sono quattro anni che se ne parla) e candidamente se ne esce fuori con una frase del genere: "Chi da adolescente non si è toccato pensando a Lynda Carter!"


Ora, io non mi reputo una persona bacchettona, una moralista, o una persona che si scandalizza facilmente, ma questa uscita lho trovata fuori luogo e decisamente volgare.


Secondo voi a chi mi devo rivolgere per sporgere reclamo contro questo impedito delletere?


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mercoledì 5 settembre 2007

Spingendo la notte più in là

Laltra sera eravamo sole in casa mia madre e io. Finita la cena abbiamo fatto il rapido e tradizionale giro dei canali per vedere cosa facessero in tv. Ci stavamo deprimendo (come è naturale che sia con la programmazione che ci propinano in tutti i periodi dellanno) quando su La 7 abbiamo visto Antonello Piroso in maniche di camicia che parlava dei "Figli di..."

Incuriosite (a casa mia amiamo il Piroso Style e come ha organizzato il telegiornale de LA 7) ci siamo fermate e abbiamo scoperto che andava a presentare un libro: Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi, il figlio del Commissario Luigi Calabresi ucciso a Milano il 17 maggio 1972 a seguito di una campagna diffamatoria condotta da giornali e liberi pensatori che lo indicava come il responsabile della morte di Giuseppe Pinelli (anarchico coinvolto nelle indagini sulla strage in Piazza Fontana) caduto dalla finestra dellufficio di Calabresi dopo due giorni di fermo di polizia illegale.

Affascinata da questo periodo storico così vicino alla mia nascita e del quale conosco ancora così poco mi sono piazzata sul divano. Vedere entrare Mario Calabresi, classe 1970 giornalista affermato di Repubblica, mi ha fatto un certo effetto. Sembra un uomo mite che dimostra più anni di quelli che ha. Sembra portarsi sulle spalle un peso enorme. Visibilmente commossi i due giornalisti hanno iniziato a parlare del libro e di cosa ha significato portarsi dietro un nome così ingombrante.

E stata davvero unesperienza penosa, nel senso letterale del termine, che ha aperto una piccola finestra su una realtà colpevolmente taciuta in Italia.

Parla bene (e scrive anche meglio) questo Calabresi e racconta episodi che lhanno segnato e che hanno segnato anche altri famigliari di vittime degli anni di piombo. E poi parla degli uomini che hanno ucciso, ma non cè rabbia, non cè una richiesta di vendetta, anzi. Cè un profondo rispetto dello Stato e delle sue leggi che permettono a gente che ha ucciso, che è sceso in guerra contro lo Stato e non si è fatta scrupolo di ammazzare anche innocenti, di sedere in Parlamento, di ricoprire cariche istituzionali.

Mi hanno colpito alcuni passi del libro che riguardano la vedova Calabresi.

"Mamma trovò dentro di sé regole chiare su come dovevamo comportarci: mai una polemica, mai una parola di troppo, rispetto e gentilezza per tutti e soprattutto fiducia nella magistratura. <<Non cerchiamo vendette, cerchiamo giustizia e accettermo i verdetti che verranno>> ci disse con chiarezza allalba della prima udienza, mentre eravamo seduti in cucina. <<Ho fatto di tutto perché non cresceste nel rancore e nellodio e non voglio certo che adesso si rovini tutto.>>

E poi quando nel 90 vennero condannati i mandanti e gli esecutori dellomicidio la signora in aula pianse.

"Quando in aula capimmo che gl imputati erano stati condannati, mia madre cominciò a piangere. Le chiesi perché. Pensavo fossero i ricordi. Mi spiazzò: <<Perché la figlia di Bompressi,. oggi ha perso il padre.>>"

Credo che sia una lezione di grande rispetto e civiltà.

Considero i 14 euro e 50 i migliori soldi spesi in libreria... e forse i migliori soldi spesi in assoluto.



Dalla quarta di copertina:

È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dellomicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, lesistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: cè chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, loblio collettivo; e cè chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti allimprovviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

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lunedì 23 aprile 2007

Guerra allarmadio

Ieri pomeriggio mi sono preoccupata. Sono stata presa da una frenesia incontenibile e con quella splendida giornata di sole mi sono dedicata alle pulizie.


Armata di straccio e sgrassatore ho pulito e disinfettato il frigorifero (ne aveva bisogno). Poi visto che cero ho data una veloce pulitina alla cucina.


Non paga ho rivoluzionato il mio spazio in bagno, dopo che la mia coinquilina laveva pulito, e poi ho iniziato la mia "quest"; la ricerca del Santo Graal... ho deciso di mettere ordine nel mio armadio e nel contempo fare il cambio di stagione.


Prima di iniziare ho chiamato casa chiedendo che mi richiamassero dopo una mezzora per vedere se ero ancora viva .


Ho tolto di mezzo le cose invernali, maglioni, gonne, borse, e ho messo a lavare quelle estive. Ho fatto il cambio di biancheria, mettendo via i copripiumoni per ritirare fuori le lenzuala di cotone. E poi ho riorganizzato il settore "asciugamani."


Non paga ho anche stirato...


Alle 9 e mezzo ero morta sul letto.


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mercoledì 18 aprile 2007

Varie ed eventuali

Iniziamo questa carrellata su "Varie ed eventuali" dallo shopping di ieri pomeriggio: con relativo sollievo da parte del bancomat sono tornata a casa con un paio di pantaloni alla pescatora verdi militari di lino ai quali ho abbinato una t-shirt in cotone verde (ganzissima, con un sacco di tasche, anche sulle spalle, e bottoncini di metallo) e due casacche di cotone leggere e morbide, una sui colori del rosso e arancio con minuscole righini e un filo dorato sparso qua e là e una suoi toni del marrone con ocra ecc ecc. La settimana prossima appena avrò lo stipendio in mano andrò a prendere due paia di jeans, uno normale e uno alla pescatora.




Andrea, invece, ieri si è comprato una bici usata, utilissima per spostarsi in quel di Reggio Emilia. Visto che dovrà percorrere un tratto della Via Emilia ieri sera mi sono preoccupata di fargli le dovute raccomandazioni (stai attento al traffico, ecc ecc) e lui mi ha fatto gentilmente notale che lì nella civile Emilia ci sono le piste ciclabili. Mica come da noi.




Sorbole!!!




Questa notte, poi, ho fatto un sogno strano (paraponzi ponzi po).




Ho sognato di essere tornata ad avere 18 anni e che vivevo con tre strambe zie e due magiordomi: Michael Cane e Jude Law che fatto strano si chiamavano Alfred e Alfie.




Chiaramente Jude Law si innamorava perdutamente di me...




Il fatto è che a me Jude Law non mi piace nemmeno e che Alfie non lho neanche visto.




Strani scherzi gioca la mente... forse devo smetterla di occuparmi di cinema.





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martedì 3 aprile 2007

Ce la farò a fare tutto?

Mi chiedo se prima o poi dovrò rinunciare a qualche attività extra lavorativa.


Oltre allimpegno come redattrice di Fantasymagazine da ieri si è aggiunto un altro impegno più gravoso: sono entrata a far parte del COMITATO DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO A TEMPO DETERMINATO DELLUNIVERSITA DI PERUGIA per il quale curo blog e forum.


Che sha da fa pe lavorà


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giovedì 22 febbraio 2007

- 2

Miiiiiiiiiiii! Mi sono dimenticata una cosa importantissima!


Questa mattina ho fatto il controllo peso sulla bilancia.


Il risultato? Da quando ho cominciato la dieta 3 settimane fa ho perso 2 KG.


Magari sono tutti liquidi, però è comunque una buonissima notizia.


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